Eric Sardinas nasce nel 1970 a Fort Lauderdale, Florida.
A sei anni imbraccia per la prima volta la chitarra; anche
se è mancino impara a suonare da destrorso, ma questo non rappresenta
un impedimento anzi, contribuisce a rendere il suo modo di suonare
più incisivo e originale. La sua formazione musicale include
tutto il filone della musica nera che deriva dal Blues, soprattutto
quello del Delta del Mississipi: il Blues rurale suonato con chitarra
acustica e slide (Charley Patton, Son House,
Robert Johnson, Skip James, Bukka
White, Fred Mcdowell), il sound di Chicago
(John Lee Hooker, Elmore James,
Howlin’ Wolf, Muddy Waters,
Otis Rush e Albert King), il Gospel,
l'R&B (Ray Charles), il Rock'n'roll degli anni
cinquanta e sessanta (Elvis Presley, Bo Diddley,
Chuck Berry); un'altra grande influenza, soprattutto
sul sound della sua chitarra e sulla scelta dell'organico, è
data dal filone dei grandi chitarristi Rock degli anni '60 e '70,
Jimi Hendrix e Rory Gallagher in
testa.
Dopo aver girato a lungo, nel 1990 si trasferisce in California,
dove si esibisce come musicista di strada. Durante una jam-session
in un piccolo club conosce il bassista Paul Loranger,
a cui due anni più tardi si unisce il batterista Scott
Palacios sostituito in seguito da Mike Dupke.
Comincia una lunghissima e intensissima serie di concerti (fino
300 all'anno!) che li porta all'attenzione del grande pubblico e
degli addetti ai lavori. Nel 1999 finalmente debutta con il suo
primo album (Treat Me Right) terrorizzando il panorama
musicale di fine millennio con la sua Dobro infuocata; probabilmente
non è il primo ad aver utilizzato uno strumento del genere
con suoni distorti, ma la potenza del sound e la convinzione con
cui proietta la sua musica è impressionante. Il secondo album
(Devil’s Train) riconferma le impressioni iniziali:
grande rispetto per la tradizione e innovazione al tempo stesso,
unito a una grandissima energia e vitalità.
Eric è riuscito a portare innovazione lì dove nessuno
ha più il coraggio nemmeno di tentare: il Blues elettrico.
I suoi concerti sono un'esplosione di entusiasmo, lui e gli altri
membri della band ci mettono l'anima e qualcosa in più, e
la gente accorre numerosa ed entusiasta; chi assiste ai suoi concerti
per la prima volta rimane scioccato e confuso dalla forza e intensità
della performance. Durante lo show Eric sfoggia una confindenza
con la gente e un coraggio invidiabili: canta (e si fa sentire)
senza microfono, va a suonare in mezzo al pubblico, addirittura
in alcune situazioni si mette a suonare dopo aver dato fuoco alla
sua chitarra! Ma non finisce qui: dopo lo spettacolo non si nasconde
dietro a bodyguards o lussuose autovetture ma si ferma sempre a
scambiare quattro chiacchere con i suoi fan, dimostrando sempre
una grande umiltà e disponibilità.
Il terzo album (Black Pearls) è un altro capitolo
dell'evoluzione musicale di Eric, sempre rispettosa della tradizione
ma al tempo stesso alla ricerca di nuovi suoni e...energia! Il disco
è stato registrato e mixato nientemento che da Eddie
Kramer, il fonico di Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Beatles
e una miriade di gruppi-simbolo del sound rock anni '70; registrazione
in analogico, niente pro-tools e artifici vari ("nessun compromesso"
recitano le note del CD), tutto praticamente in presa diretta, forse
il modo migliore per catturare l'essenza di Eric.
Dopo interminabili tour per il mondo e un nuovo cambio di formazione,
nel 2008 esce il quarto album, intitolato semplicemente "Eric
Sardinas & Big Motor". Qui troviamo i compagni degli
ultimi concerti, vale a dire Levell Price al basso
e Patrick Caccia alla batteria. Subito dopo il
rilascio del nuovo album Eric cambia management, passando sotto
l'ala protettiva del suo "padre artistico", ovvero Johhny
Winter. E' in questo periodo che Patrick Caccia lascia
il gruppo (alcune voci maligne sostengono sia stato addirittura
licenziato) per lasciare il posto a Bernie Pershey,
amico di vecchia data di Eric Sardinas e dei suoi compari.
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