«Sono nato nero e sono nato a Miano, provincia di Napoli.
Suono il sax tenore e soprano, giusto a metà strada tra Napoli
e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato
di Miles Davis, dei Weather Report e in più ho sempre creato
istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non
copiando mai da nessuno, il mio sax porta le cicatrici della gioia
e del dolore della vita»
James Senese, classe '45, è un artista che
ha lavorato con intensità fin dagli anni '60, occupando un
ruolo predominante nella scena musicale partenopea e non solo. I suoi
esordi sono con gli Showmen, insieme al cantante
Mario Musella, Elio D'Anna (futuro Osanna) e Franco Del Prete alla
batteria, che dal 1968 al 1970 incidono una fortunata serie di 45
giri tra cui Un'ora sola ti vorrei. Dopo lo scioglimento
del gruppo, James fonda con Del Prete, gli Showman 2
(autori dell'omonimo album del 1972), nel tentativo di evolvere il
linguaggio precedente pur mantenendo un legame con quanto già
prodotto. La svolta sonora è netta e di forte impatto.
Dopo un breve periodo di pausa, Senese e Del Prete, formano un nuovo
gruppo, Napoli Centrale, con una virata decisiva
verso il jazz-rock e con testi scritti e cantati in vernacolo napoletano.
Insieme a loro ci sono due turnisti anglosassoni: Tony Walmsley
al basso e Mark Harris al piano Fender. La consacrazione
definitiva la ottengono con l'album omonimo del 1975. Le sonorità
fresche che richiamano quelle dei Weather Report contribuiscono
all'immediato successo ed alla presenza costante nelle Hit Parade
del brano principale, Campagna. Dopo la partecipazione della
formazione ad importanti happning live (come il festival di Licola),
sorge la necessità di cambiare ancora l'organico: Walmsley
e Harris vengono sostituiti da Pino Daniele (da sempre
vicino ai Napoli Centrale come "roadie") al basso e da Ciro
Ciscognetti alle tastiere. Ma l'affermarsi del primo come
solista e la defezione del secondo impongono l'ennesimo cambio: entrano
Agostino Marangolo alla batteria, Kelvin
Bullen al basso e Pippo Guarnera alle tastiere.
Così prende vita l'album Mattanza, che dà maggior
spazio alla musica popolare napoletana e all'improvvisazione strumentale,
e il più sperimentale Qualcosa ca nu 'mmore, del 1978,
che sancisce il termine della prima fase dei Napoli Centrale.
Gli anni '80 vedono James Senese far parte dapprima del gruppo di
Pino Daniele, poi condurre una carriera da solista
segnata da 4 album accomunati da un ottimo livello qualitativo: James
Senese del '83, Il passo del gigante del '84, Alhambra
(ospite Gil Evans) del '88 e Hey James del '91. Infine, James
decide di ricostituire ancora Napoli Centrale (con
Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso e Savio
Riccardi alle tastiere) per una seconda genesi di concerti e due nuovi
album, Jescealla'h, nel quale si mescolano episodi musicali
'vecchi', riproposti con grande intensità, e brani nuovi (da
evidenziare la presenza di due componenti dell'Art Ensemble of Chicago,
Lester Bowie e Famoudu Don Moye,
ennesima testimonianza della stima internazionale di cui gode Senese)
e Ngazzate nire. Poi alcuni album solisti d'ottima fattura;
il cd di Napoli Centrale Zitte! Sta arrivanne 'o mammone
nel 2001 (dove appaiono Lucio Dalla ed Enzo Gragnaniello), il libro
autobiografico con cd allegato, composto da inediti e brani live,
Je sto cca del 2005, scritto da Carmine Aymone, e nel 2007
vince il Premio Carosone. |
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