ROCK CITY 2010 - PARCO DEGLI ACQUEDOTTI, VIA LEMONIA - DAL 3 GIUGNO AL 31 AGOSTO

LIVING COLOUR

Domenica 8 agosto
Ore 22 - ingresso 20 euro


La prima volta che ho intercettato i Living Colour è stato nel 1988, su Videomusic, quando passavano il video di Funny Vibe. Tra i tanti clip più o meno deprimenti (mai come quelli in rotazione in questi ultimi anni su MTV…), almeno quello del gruppo americano sembrava divertente e lasciava capire che i quattro ragazzotti di colore sapevano come tenere gli strumenti in mano: energeticissimo funky rap rock con ironiche liriche anti razziste a cui era impossibile rimanere indifferenti, e in mezzo al pezzo un bell’assolo di chitarra rovente e una rullatona di batteria sottolineata da una scritta fumettistica… “massive drums roll” o qualcosa del genere. Passai qualche altra ora in visione con una vhs pronta nel videoregistratore per poter registrare il clip e studiarlo meglio: a quattordici anni ero costantemente in cerca di qualche gruppo “attuale” da poter ascoltare con soddisfazione senza dover per forza andare a caccia di costosi vinili.

Più che la visione ripetuta del videoclip, a convincermi della bontà del gruppo arrivò un altro filmato trasmesso da Videomusic, la cronaca di un concerto dei Living Colour al Rolling Stones di Milano nel 1990, quando al disco d’esordio, Vivid, aveva fatto seguito il solidissimo Time’s Up: memorabile l’inizio con il ticchettare degli orologi e dei cucù. «È ora». In repertorio, anche una stravolgente e stravolta, come è giusto che sia, riedizione di Memories Can’t Wait dei Talking Heads targati Eno… incrocio pericoloso a dir poco, superato di slancio con quella contagiosa esuberanza che è stato sempre uno dei marchi di fabbrica della band. Vivid (1988) e Time’s Up (1990) sono due grandi album, pieni di brani decisamente riusciti: Cult of Personality, Desperate People, Funny Vibe, Open Letter to a Landlord sul primo, Type, Pride, Elvis is Dead, Love Rears Up Its Ugly Head, Information Overload sul secondo sono pezzi a quattro stelle, convincenti e coinvolgenti, energici e quadrati, ritmici e melodici.

Con Stain (1993), i Living Colour sembrano accusare un calo di ispirazione, le sonorità si incupiscono, anche se brani come Leave It Alone o Nothingness sono comunque di alto livello. Nel 1995 arriva così, inaspettatamente, lo scioglimento, dovuto pare proprio all’inaridirsi della vena creativa che aveva brillantemente sostenuto il gruppo fino a quel momento. Si tratta però di una separazione temporanea, perché dal dicembre del 2000 Vernon Reid, Corey Glover, Will Calhoun e Doug Wimbish sono di nuovo insieme, inanellando una serie di concerti in tutto il mondo e pubblicando due nuovi album, Colleidoscope (2003) e il recente The Chair in the Doorway. I fasti di Vivid e Time’s Up sembrano ormai tramontati ma nel contesto live i Living Colour sono ancora una band capace di entusiasmare e coinvolgere come ai vecchi tempi. (Paolo Carnelli)

 


 

LINE UP

VERNON REID: guitars

COREY GLOVER: vocals
WILL CALHOUN: drums
DOUG WIMBISH: bass

LINKS

www.livingcolour.com
www.myspace.com/livingcolourmusic


VIDEO GALLERY

 

 


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